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Apuani
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I mwbqLiguri apuani o semplicemente mwbgApuani erano una popolazione dell'Italia preromana.
Si trattava di una confederazione di mwcatribù liguri che vivevano in parte dell'mwcqAppennino mwcgligure e mwcwtosco-mwdaemiliano e sulle mwdqAlpi Apuane, estendendosi dalla mwdgvalle del Vara (SP), fino alla media valle del mwdwSerchio (LU). Confinavano ad ovest con i mweaTigulli e i Sengauni (Golfo della Spezia - Carpione), a nord con gli mweqIlvati, a est con i mwegFriniati, a sud con gli mwewEtruschi, avendo ad ovest la costa tirrenica (da Anzo di mwfaFramura (SP) fino a mwfqCamaiore - mwfgStiava). Centro e capitale della confederazione era la mitica mwfwApua, forse da identificare con l'odierna mwgaPontremoli.
Tale territorio coincideva grosso modo con le attuali province italiane di mwggLa Spezia (limitatamente alla Val di Magra), mwgwMassa Carrara e gran parte di quella di mwhaLucca (mwhqVersilia e mwhgGarfagnana, non la mwhwMarina di Lucca)
Da rilevare che anticamente la pianura di costa tra l'attuale mwiqSarzana e il mwigLago di Massaciuccoli era occupata da estese zone paludose note come mwiwmwjaFossae Papirianae che lambivano la parte pedemontana delle Alpi Apuane.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Il territorio degli Apuani mostra segni di forte omogeneità culturale a partire dall'mwmaetà del Rame, epoca in cui nelle valli di Vara e Magra e almeno nell'alta mwmqLunigiana vengono prodotte le mwmgstatue stele. Tuttavia è nell'mwmwetà del Bronzo finale in cui giunge a compimento il processo di formazione delle etnie dell'Italia preromana, tra cui anche quella dei Liguri. In quel periodo ci sono forti differenze nella cultura materiale e nell'uso del suolo tra l'altro area ligure (che giunge fino a Lunigiana, mwnaVersilia e mwnqGarfagnana) e quella "mediotirrenica" (dalla Piana di Lucca e dal Pisano fino al Tevere), quest'ultima area che possiamo già definire etrusca. All'interno dell'area ligure si nota, già nel Bronzo finale, una forte coesione interna all'area apuana, dalla Val di Vara alla Garfagnana ed alla Versilia, e qualche elemento di differenziazione ad esempio col Tigullio. A partire dalla prima mwngetà del Ferro, dalla fine dell'VIII sec. a.C., la Liguria orientale subisce un forte processo di acculturazione etrusca, tanto che tra VI e V secolo a.C. tra Genova e la Versilia non si distinguono, archeologicamente, gli insediamenti liguri "etruschizzati" (come quelli in area Apuana, nel Tigullio o nel Frignano) da quelli dei "coloni" etruschi (es. Genova). Nella tarda età del ferro i Liguri si riappropriano di una propria autonomia culturale e danno vita alle confederazioni che conosciamo per le epoche delle guerre contro Roma.
Gli Apuani vivevano in prevalenza di pastorizia e agricoltura, restando per lo più arroccati fra i loro monti, diffidando di contatti col mare, salvo spingersi verso taluni approdi costieri per commerciare con Etruschi e forse Greci. Tracce di tali commerci sono state trovate nelle zone Apuane (vasellame, stoviglie, suppellettili, armi) e sono conservate nei musei della zona. Probabilmente gli Apuani, come del resto gli altri Liguri tutti cedevano prodotti della loro attività (ovini, formaggi, legname) in cambio di strumenti utili alla vita quotidiana del tempo. Una forma particolare di commercio e di introiti era costituito dal mwoamercenariato: come attestano le fonti greche e romane, da epoche assai antiche i Liguri prestavano servizio come mercenari negli eserciti del Mediterraneo occidentale. L'arruolamento avveniva per contingenti (ovviamente non per singoli soldati), in quanto era indispensabile disporre di unità ben affiatate. Secoli di esperienze belliche nelle guerre tra Greci d'Occidente, Etruschi, Punici, Galli, fornirono ai Liguri ed ai Liguri Apuani in particolare capacità belliche tali da tenere in scacco gli eserciti romani per diversi decenni.
Archeologicamente i ritrovamenti tipici della Liguria Apuana consistono in siti d'altura (i cosiddetti "castellari", spesso siti atti alla difesa ma anche funzionali al pascolo) frequentati nel Bronzo finale e nella seconda età del Ferro in cui coesistono ceramiche di produzione locale ed altre di importazione. Frequenti sono anche le sepolture dette "a cassetta": incinerazioni contenute in urne ceramiche di produzione locale con corredo ceramico e metallico, il tutto contenuto in pozzetti rettangolari rivestiti di lastre di pietra. Le tombe maschili contenevano armi come lance, spade di tipo celtico, elmi di tipo etrusco-italico o celtico, quelle femminili contenevano strumenti di lavori femminili come le fuseruole (sorta di ciambelle in pietra o ceramica funzionali alla filatura della lana) o ornamenti come le borchie coniche in bronzo che arricchivano cinture e/o vesti muliebri. Tipiche produzioni dei Liguri Apuani erano poi fibule in bronzo del tipo a foglia d'olivo (utilizzate per affibbiare vesti, mantelli ecc. e presenti sia in tombe maschili che in tombe femminili) e vasi in ceramica fine decorati a fasce dipinte in rosso-arancio o marrone.
Notizie storiche su zone e popolazioni Apuane si hanno da mwowDiodoro Siculo, mwpaTito Livio, mwpqStrabone. Antiche fonti mwpgRomane descrivevano i Liguri Apuani come un popolo dotato di mwpwfierezza, sobrietà, robustezza e resistenza alla fatica.
Già dal III secolo a.C. i Liguri Apuani e i Liguri Sengauni si opposero all'espansionismo romano e, nel corso della mwqqSeconda guerra punica, furono neutrali.
I Romani già nella loro prima espansione verso il Nord peninsulare si erano già posizionati nella piazzaforte etrusca di Pisa (periodo 200 a.C. circa), prima che diventasse una vera e propria colonia, consolidando la viabilità consolare tra Roma e Pisa (mwqwVia Aurelia). Più a Nord fondarono la colonia di mwraPiacenza (218 a.C.). Questo disegno strategico tuttavia si rivelava di difficile realizzazione a causa della difficoltà nel collegare via terra il percorso viario tra mwrqPisa (centro importante di ammassamento truppe) e la Liguria di Ponente (mwrgMassalia, odierna Marsiglia). Le difficoltà erano rappresentate dalla conformazione orografica della costa ligure e dalla permanenza in zona delle tribù Liguri (dagli Apuani, ai Sengauni, agli Igauni, agli Intemelii ecc.), che si opponevano all'espansione romana.
Dopo la definitiva sconfitta di mwsaAnnibale i Liguri Apuani presero essi stessi l'iniziativa contro i Romani e, nel mwsq193 a.C., organizzarono un grande attacco alla base militare etrusco-romana di Pisa, spingendosi fino al fiume mwsgArno. Iniziò così un lungo periodo di guerra contro le mwswlegioni romane.
Nel mwtq186 a.C. i Liguri Apuani e i Liguri Sengauni inflissero una grave sconfitta al console mwtgQuinto Marcio Filippo, ed alle sue legioni, dopo averle attirate nelle strette gole della zona (Carpione sopra Lerici). Furono uccisi non meno di 4.000 legionari ed il luogo del disastro fu successivamente chiamato mwtw"mwuaSaltus Marcius", forse l'attuale località di mwuqMarciaso (che deriverebbe da mwugMartii Caesio), forse le strette gole sopra mwuwSeravezza, nel territorio del comune di Stazzema (cfr Saltus Marcius di Lorenzo Marcuccetti), oppure sopra Lerici (Canale del Marzio). L'autore, peraltro, ha individuato tra Pontestazzemese e Cardoso un colle ancora oggi denominato "Colle Marcio", con un probabile riferimento al "saltus Marcius" (salto nel senso di dislivello e Marcius dal nome del console romano), nome che secondo mwvaTito Livio avrebbe preso la località a seguito della battaglia.
I successi dei Liguri Apuani, però, furono di breve durata: tra il mwvg180 a.C. ed il mwvw179 a.C. gli Apuani furono sopraffatti e in parte furono deportati nel mwwaSannio (mwwqMacchia di Circello), in due scaglioni ed anni successivi composti, se vogliamo dar credito alle cifre trionfalistiche di Tito Livio, di 40.000 e 7.000 individuicite-ref-1[1].
Gli Apuani deportati (dopo un periodo di secoli in cui furono definiti mwxwLiguri Bebiani) si integrarono con le popolazioni dei mwyaSanniti che di lì a poco avrebbero ricominciato ad impensierire i Romani come protagonisti della mwyqGuerra sociale, fino alla sconfitta per mano di mwygSilla nella mwywguerra civile tra Mario e Silla nell'82 a.C.
Nonostante la breve durata dei loro successi gli Apuani, uomini e donne, furono ricordati a lungo come valenti guerrieri dai romani e alcuni storici romani li descrivevano così: "Le donne combattono come gli uomini, spietate e feroci come fiere" e ancora, con riferimento alla sconfitta romana del 186 a.C., "si stancarono prima gli Apui di inseguire, che i romani di fuggire".cite-ref-2[2]
Non tutti gli Apuani furono deportati. Alcune comunità sopravvissero ancora nel territorio montano, tanto che ancora nel 155 a.C. (ben 25 anni dopo le grandi deportazioni che evidentemente non furono risolutive) gli Apuani sono a capo di una coalizione di Liguri (Apuani Sengauni Tigulii) sconfitta dalle legioni del console Marcello in una guerra che non deve essere stata secondaria. Infatti il console ebbe l'onore del trionfo e i cittadini romani di Luni ringraziarono il generale romano dedicandogli una colonna rituale che celebrava la vittoria sui Liguri (la stele è stata rinvenuta da scavi archeologici nell'area di Luni). Il Borgo di Montemarcello, sul Promontorio del Golfo della Spezia, terra del Liguri Sengauni , prende il nome dal Console romano
Una vicenda per certi versi analoga, fu quella degli mwbgStatielli (gli antichi Liguri della odierna mwbwAcqui Terme e del mwcaSassello). Racconta Tito Livio che gli Statielli, poco dopo i fatti degli Apuani, avevano subìto ed accettato un'alleanza con i Romani. Taluni consoli però, infrangendo il patto di alleanza attaccarono gli Statielli, li fecero prigionieri e li estromisero dal loro territorio. In questo caso il Senato Romano però, venuto a conoscenza dei fatti e temendo che il brutale episodio del tradimento dei patti avrebbe potuto screditare proprio l'autorità del Senato presso gli alleati, applicando il principio “mwcqpacta servanda sunt” (trad. “bisogna rispettare i patti”), deliberò di reintegrare gli Statielli nel loro territorio. È pur vero comunque che talune porzioni di territorio che interessavano ai Romani non furono restituite e gli Statielli non vennero reinsediati nel loro territorio originale, ma “un po' più in là", tuttavia è altresì vero che il Senato Romano aveva voluto ristabilire un principio che era alla base dei rapporti internazionali: "mwcgpacta servanda sunt".
Note
cite-note-11. ↑ mweqAffinché fosse conclusa la Guerra Ligure alla fine il senato romano inviò nella provincia i consoli mwegP.Cornelio Cetego e mwewM.Bebio Tanfilo, che nel consolato non avevano ancora compiuto nulla di memorabile. I Liguri Apuani, che prima dell'arrivo dei consoli non si attendevano atti di guerra, sopraffatti all'improvviso si consegnarono (all'incirca dodicimila uomini). Cornelio e Bebio, avendo consultato per lettera il senato e credendo che non ci sarebbe stata nessun'altro modo di porre fine della guerra ligure, decisero che tutti i Liguri Apuani dai monti venissero deportati in luoghi campestri lontano dalla patria affinché non avessero nessuna speranza di ritorno. Il popolo romano aveva un campo pubblico nel Sannio, che era stato dei Taurasini, e il senato, volle deportare i Liguri Apuani in quel luogo. I consoli dichiararono che tutte le popolazioni degli Apuani erano discese dai monti con i figli e le spose e avevano portato con sé tutte le loro cose. I Liguri attraverso i loro legati pregavano i Romani di non essere costretti ad abbandonare i loro penati, i luoghi, le case, i sepolcri degli antenati e promettevano che avrebbero consegnato armi ed ostaggi. Ma non avendo ottenuto nulla e non avendo nè forze né risorse per sostenere una guerra, obbedirono all'ordine. Furono deportati a spese pubbliche quarantamila uomini con donne e fanciulli. Dopo che la cosa fu compiuta, Cornelio e Bebio con l'esercito fecero ritorno a Roma e per loro dal Senato fu decretato un trionfo. Questi consoli furono i primi fra tutti a conseguire un trionfo anche se non avevano compiuto alcuna guerra, mwfaTito Livio, mwfqAb urbe condita.
cite-note-22. ↑ I Apui - Gazzetta di Catelpoggio - mwgqhttp://castelpoggio.typepad.com/il_mio_weblog/2008/11/i-apui.html
Bibliografia
Archeologia e storia
• "L'età del Ferro in Lunigiana" - Romolo Formentini, a cura di, La Spezia 1975
• "Lucca preistorica" - Paolo Mencacci, Michelangelo Zecchini, Lucca 1976
• A.C.Ambrosi, mwiaAppunti sui Liguri Bebiani e Corneliani, Annali del Museo Civico della Spezia, vol.1, 1977-1978
• "Museo Archeologico Verisliese Bruno Antonucci, Pietrasanta" - AA.VV., Pietrasanta 1995
• "Massa. Storia degli insediamenti" - Maria Grazia Armanini, Massa 1995
• "La Spezia. Il Museo del Castello di San Giorgio" - AA.VV., La Spezia 1995
• "Il Museo del Territorio dell'Alta Valle Aulella" - AA.VV., Aulla 1995
• "Guerrieri dell'età del Ferro in Lunigiana" - AA.VV., La Spezia 2001
• "Ligures celeberrimi", atti del convegno, Bordighera 2004.
• "I Liguri. Un antico popolo tra Alpi e Mediterraneo" - AA.VV., Milano 2004 (per l'area Apuana saggi di R. Maggi, A. Del Lucchese, P. Perazzi, A. Maggiani, A. Durante, E. Paribeni, G. Ciampoltrini, P. Notini).
• "Ancora sui Liguri. Un antico popolo tra Alpi e mediterraneo" - AA. VV., Genova 2007
• "La Fanciulla di Vagli. Il sepolcreto ligure Apuano della Murata a Vagli Sopra" - G. Ciampoltrini, P. Notini, Lucca 2012
• "Ligures Apuani. Lunigiana storica, Garfagnana e Versilia prima dei Romani - Michele Armanini, Padova 2015, ISBN 978-88-6292-579-2.
Autori moderni
• mwlwI liguri (etnogenesi di un popolo) – Renato Del Pontemwma – editore ECIG; mwmqGenova
• mwmwSeme di Luna (la “quarta” Guerra Punica) – Valter Baymwna – Luna editore; La Spezia
• mwngSaltus Marcius (la sconfitta di Roma contro la mwnwnazione ligure apuana) – Lorenzo Marcuccettimwoa - Petrartedizioni; Lucca 2002 (2a edizione Massarosa 2008)
• I Liguri Apuani - Lorenzo Marcuccetti - Archivio Storico del Sannio, 12 - 2007, pp. 81-151
• mwowLa lingua dimenticata - Lorenzo Marcuccetti - Luna editore; La Spezia 2008
• La fondazione di Luca e Luna. Analisi dei rapporti tra coloni (romani e latini) ed indigeni, alla luce delle dinamiche storiche e desunte dalle fonti - Lorenzo Marcuccetti - Consorzio il Cigno (Collana Identità e Territorio), La Spezia 2012
• Deportazione. Il popolo delle Statue Stele. La storia, l'oblio... - Lorenzo Marcuccetti - Giorgio Mondadori editore; Cesano Boscone (Mi) 2014.
• Liguri Apuani nel Sannio. Un viaggio tra storia e genetica - Lorenzo Marcuccetti-Sergio Tofanelli - Delta3 - Grotta Minarda (Av) 2020
• mwqaSanniti,Liguri e Romani - John Patterson - Comune di Circello; Benevento 1988
• "I Liguri e la Liguria" - Bianca Maria Giannattasio - editore Longanesi;
• "I Liguri dimenticati" - mwqwEnrico Alderotti - editore De Ferrari (GE);
Autori antichi
Cartografia
Collegamenti esterni
• Riproduzione della mwuwTabula su Internet mwvaBibliotheca Augustana
• mwvgLa Pars IV Segmentum IV della Tabula con le Fossae Papirianae, su fh-augsburg.de.